giovedì 27 dicembre 2012

LA BELLA VITA -Incontro 4


LA BELLA VITA -Giovanissimi 2012/2013

La gioia del perDONO

IL PADRE MISERICORDIOSO - Luca 15,11-32
11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Gesù manifesta l’autentico volto di Dio, Padre misericordioso, e rivela il suo atteggiamento verso i peccatori: li ama da sempre e per sempre. Il figlio della parabola ha il coraggio, l’umiltà e la fiducia di riconoscere che il proprio cammino è sbagliato e di ritornare dal padre per confessare la propria colpa.
E noi, sappiamo riconoscere i nostri errori? Sappiamo prenderci le nostre responsabilità? Siamo in grado di chiedere scusa? Siamo capaci di perdonare gli altri, e soprattutto noi stessi?
Tutti commettiamo degli errori: accettare i propri limiti e perdonarsi è il primo passo per comprendere il vero significato del dono e del per-dono.

Il nodo di questo laccio rappresenta una relazione bloccata da una difficoltà: durante la settimana sforziamoci di riconciliare questa situazione, affidandola nella preghiera e creando noi stessi un momento di incontro con l’altro.




Una poesia anche per te -Elisa
Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà.
Questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve.
Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte
una piccola poesia

È un brano in cui si raccontano quante cose belle ci circondano e ci invita a rialzarci e invita a perdonare per poter accogliere i doni che abbiamo e ci vengono fatti. 


Il perdono libera l’anima e cancella la paura.  - Invictus

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