giovedì 27 dicembre 2012

2GIORNI -Viviamo la parrocchia

Viviamo la parrocchia!



4-5 gennaio 2012
 parrocchia San Melchiade
DUEGIORNI Giovanissimi AC


DUEGIORNI 
per stare insieme, per divertirci e riflettere,
per vivere la fede a misura di giovanissimi!




Programma:

4 Gennaio                               5 Gennaio
10.00 arrivo                                    9.00 arrivo
10.30 preghiera iniziale                     9.30 lodi
11.00 momento di riflessione             10.00 attività
12.00 laboratori                               13.30 pranzo
13.30 pranzo al sacco                       15.30 attività e conclusioni
14.00 libertà vigilata                         17.00 fine
15.30 attività
17.00 merenda
18.00 messa
20.00 cena con pizza
21.00 serata insieme

6 Gennaio
A conclusione della DUEGIORNI si parteciperà all’iniziativa di servizio del pranzo della solidarietà dopo la messa delle 11.30




LA BELLA VITA -Incontro 5

LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013


Impariamo a perDONARE

Abbiamo capito che ci sono molte difficoltà nelle nostre relazioni e spesso siamo proprio noi a comportarci male e a danneggiar un po’ i nostri rapporti, come abbiamo fatto con il foglio d’alluminio. Solo facendo molta attenzione il foglio non sarà strappato, e anche avendo tanta cura, non tornerà alla forma originale. nelle relazioni, si rischia talvolta di voler a tutti i costi un rapporto “perfetto” con l’altro in cui non c’è spazio per i limiti e le difficoltà oppure si creano dei “pre-giudizi” che non permettono l’accoglienza e la scoperta della bellezza e dei doni dell’altro.
Le difficoltà e gli atteggiamenti negativi possono lasciare un segno nelle nostre relazioni. La nostra capacità d’amare però, non si ferma con il peccato: in ogni relazione esistono dei problemi, ma questi possono essere vissuti e superati. Una relazione matura non è una relazione senza difficoltà, ma è frutto di un cammino reciproco di accoglienza e di perdono…
Il foglio di carta “spiegazzato”, non perfettamente liscio simboleggia proprio il fatto che non ci sono relazioni perfette, ma relazioni vere!

Noi possiamo migliorare e correggere i nostri atteggiamenti che “accartocciano” le relazioni: accorgerci di aver sbagliato è il primo passo. Sentirsi in colpa è negativo se porta chiuderci in noi stessi e a ripeterci: ho sbagliato, sono uno stupido, non sono all’altezza, sono limitato… Ma può diventare positivo quando la nostra inadeguatezza e i nostri limiti vengono letti in relazione a Dio e al Suo amore, quando è il primo passo per la conversione che ci porta al perdono!
Questo è possibile attraverso la preghiera!
Anche con l’aiuto di una guida spirituale e della Confessione possiamo comprendere meglio il significato vero del perdono, che è accogliere gli altri e sé stessi con amore e gioia! Infatti ci aiutano a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito. Ricevendo il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui.

Allora diamo valore al perdono imparando ad amare noi stessi e chi ci sta intorno come Gesù ci ha amati e ci ama sempre, e per sempre!





Sempre e per sempre (F. De Gregori, 2001)
La canzone racconta la storia di un Padre che, nonostante il tempo, le fatiche, i cambiamenti, c’è sempre e per sempre… basta cercarlo! Questo Padre rappresenta il Padre misericordioso della parabola che, nonostante venga abbandonato dal figlio, continua ad aspettarlo pronto ad accoglierlo.



Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone

Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano e non la smettono mai 
Sempre e per sempre tu ricordati, dovunque sei, se mi cercherai:
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai!
Ho visto gente andare, perdersi e tornare 
e perdersi ancora, e tendere la mano a mani vuote. E con le stesse scarpe camminare 
per diverse strade, o con diverse scarpe 
su una strada sola.
Tu non credere se qualcuno ti dirà 
che non sono più lo stesso ormai. 
Pioggia e sole abbaiano e mordono 
ma lasciano, lasciano il tempo che trovano. 
E il vero amore può nascondersi, 
confondersi, ma non può perdersi mai 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai!




Oggi si conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna. - O.Wilde

LA BELLA VITA -Incontro 4


LA BELLA VITA -Giovanissimi 2012/2013

La gioia del perDONO

IL PADRE MISERICORDIOSO - Luca 15,11-32
11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Gesù manifesta l’autentico volto di Dio, Padre misericordioso, e rivela il suo atteggiamento verso i peccatori: li ama da sempre e per sempre. Il figlio della parabola ha il coraggio, l’umiltà e la fiducia di riconoscere che il proprio cammino è sbagliato e di ritornare dal padre per confessare la propria colpa.
E noi, sappiamo riconoscere i nostri errori? Sappiamo prenderci le nostre responsabilità? Siamo in grado di chiedere scusa? Siamo capaci di perdonare gli altri, e soprattutto noi stessi?
Tutti commettiamo degli errori: accettare i propri limiti e perdonarsi è il primo passo per comprendere il vero significato del dono e del per-dono.

Il nodo di questo laccio rappresenta una relazione bloccata da una difficoltà: durante la settimana sforziamoci di riconciliare questa situazione, affidandola nella preghiera e creando noi stessi un momento di incontro con l’altro.




Una poesia anche per te -Elisa
Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà.
Questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve.
Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte
una piccola poesia

È un brano in cui si raccontano quante cose belle ci circondano e ci invita a rialzarci e invita a perdonare per poter accogliere i doni che abbiamo e ci vengono fatti. 


Il perdono libera l’anima e cancella la paura.  - Invictus

LA BELLA VITA -Incontro 3


LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013


News Giovanissimi
L’esperienza del donarsi può essere fatta in tutti gli ambienti di vita e nei luoghi che frequentiamo. Abbiamo sempre l’opportunità di farci dono per la comunità alla quale apparteniamo, da quella familiare a quella parrocchiale, scolastica o cittadina. Un punto di partenza per crescere nel donarsi all’altro si esprime attraverso la volontà di informarsi su ciò che accade intorno a noi. Allora ecco qualche notizia che può farci riflettere.



La scuola in protesta
12 ottobre 14 novembre 17 novembre 24 novembre queste date vi suonano familiari? Sono le date delle mobilitazioni studentesche che sono state organizzate fino ad oggi. Occupazioni proteste autogestioni, vandalismo … Fermiamoci un attimo a capire cosa sta succedendo e perché.

Non farà notizia, ma, solo per fare qualche esempio, fra ottobre e novembre, studenti nelle scuole di tutta Italia si sono impegnati per realizzare degli incontri sull’inclusione sociale,  feste multietniche in cui incontrare culture diverse dalla nostra. Sono stato coinvolti migliaia di studenti. Un fatto concreto, un contributo reale alla vita della scuola e della società. Sarebbe bello se, a volte, si raccontassero anche queste storie, ovvero le vite e le esperienze di chi nella scuola ci vuole scommettere, nonostante tutte le difficoltà, di chi crede che studiare sia la professione degli anni dell'adolescenza, di chi crede alla scuola come luogo di formazione e crescita personale, di chi crede in una scuola che possa davvero insegnarci qualcosa, di chi crede ancora che l'impegno alla fine venga sempre premiato. Ma purtroppo, lo sappiamo, queste storie non fanno notizia! http://msac.azionecattolica.it
Portiamo anche l’esempio di una scuola di Roma: il liceo Lucrezio Caro, la quale protesta è sbarcata anche al Festival del Film di Roma con un flash-mob un mini-corteo fino alla cavea dell'Auditorium. Inoltre il liceo ha deciso di attuare una cogestione: una stretta collaborazione di studenti e professori insieme. Un esempio concreto di una scuola “diversa”, alternativa, aperta e nuova. Una scuola dove non contano i voti ma la passione e l’interesse. Una settimana breve ma davvero costruttiva. Certo, finito l’entusiasmo dei 5 giorni rimangono sempre quei 4 ingenui che pensano solo a perdere giorni di scuola e si divertono reagendo con atti di vandalismo verso una scuola che vuole crescere e far crescere, ma sicuramente non inquineranno gli obiettivi di libertà e partecipazione raggiunti dal liceo Lucrezio Caro in quei “suoi” 5 giorni.

Andrea, 15 anni. Ucciso dall’ignoranza.
Il messaggio del capo dello Stato. Sul social network decine di messaggi per ricordare il giovane che "amava vestirsi in modo eccentrico". I suoi coetanei lo salutano con affetto e aprono una battaglia a ogni forma di intolleranza
"Diamo un calcio all'omofobia". La commozione e solidarietà corrono in Rete all'ashtag #ioportoipantalonirosa in seguito al suicidio del quindicenne che martedì sera si è impiccato  nella sua abitazione a Roma. Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha espresso preoccupazione "per il persistere di intollerabili atteggiamenti omofobi che ledono i diritti e la dignità della persona e ai quali bisogna opporre un fermo rifiuto" in un messaggio inviato dal segretario generale, Donato Marra, al congresso di Arcigay.

Una testimonianza che ad aggiungersi alle  decine di post pubblicati su Twitter dai coetanei di Andrea. C'è chi lo ricorda, chi lo saluta. Ma quasi tutti parlano di "rispetto delle diversità" e aprono una battaglia contro ogni forma di intolleranza. Perché, spiegano, pregiudizi di questo tipo sono "una forma di ignoranza". 

Il ragazzo morto a Roma, amava indossare vestiti eccentrici e mettere smalto sulle unghie. Secondo le prime ricostruzioni, lo studente del liceo scientifico Cavour, era stato oggetto di alcuni commenti 
di suoi coetanei su Facebook. E si è subito parlato di attacchi nei suoi confronti, in quanto 'diverso', forse gay.

Ora i coetanei dello studente, che 'amava indossare pantaloni rosa', pubblicano decine di commenti per ricordarlo. Spiegano quanto sia importante combattere ogni forma di pregiudizio. "Non è la nostra omofobia a uccidere, ma il nostro problema con la diversità", scrive, poco dopo le 11 del mattino una ragazza che si firma Milia.  Frankie spiega che non è possibile "morire per colpa dell'omofobia". Gli fra eco Chiara che propone di "dare un calcio all'omofobia". FrancescaT aggiunge in inglese di "amare il colore rosa". Mentre Mother F. aggiunge: "e poi mi dicono che sono troppo fissata con l'omofobia". Poche parole per Giulia T.. Spiega A. "è stato ucciso dall'ignoranza". http://roma.repubblica.it





Realtà di quartiere 

La nostra parrocchia offre da mangiare ormai a 50 famiglie bisognose del nostro quartiere. Ma le scorte di cibo non sono infinite, anzi stanno proprio per terminare: aiutiamo la nostra comunità con questo gesto concreto di carità. Diamo noi stessi da mangiare! Per un avvento di carità.



Mio fratello che guardi il mondo I. Fossati

Mio fratello che guardi il mondo 
e il mondo non somiglia a te 
mio fratello che guardi il cielo 
e il cielo non ti guarda più 
se c'è una strada sotto il mare 
prima o poi ci troverà  
se non c'è strada dentro il cuore degli altri 
prima o poi si traccerà . 
Sono nato e ho lavorato in ogni paese 
e ho difeso con fatica la mia dignità  
sono nato e sono morto in ogni paese 
e ho camminato in ogni strada del mondo 
che vedi. 
Mio fratello che guardi il mondo 
e il mondo non somiglia a te 
mio fratello che guardi il cielo 
e il cielo non ti guarda più 
se c'è una strada sotto il mare 
prima o poi ci troverà  
se non c'è strada dentro il cuore degli altri 
prima o poi si traccerà .



Ivano Fossati esprime in questo testo tutto il suo sentimento di compassione per chi, uomo come noi, è costretto a essere emarginato, emigrante e umiliato solo perché ha cultura, tradizioni e lingua diversa dalla nostra. Però resta sempre la speranza che prima o poi la strada della uguaglianza accomunerà tutti.

Quello che tu dai è tuo per la vita; e quello che non dai è perduto per sempre!

LA BELLA VITA -Incontro 2


LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013


AZIONE CATTOLICA: l’esperienza del “NOI”
In questi tempi si preferisce mettere “io” al primo posto. Ma è solo con l’incontro con il “tu” e con il “noi” che l’”io” diventa se stesso. Come giovanissimi e studenti del nostro tempo, e come cristiani in particolare, dobbiamo imparare a conoscere e a voler bene agli altri sia per le loro qualità che per i loro limiti , ma ancor di più il confronto con gli altri ci aiuta a riscoprire noi stessi. A maggior ragione ciò accade se guardo le relazioni con l’occhio della fede. Allora infatti riconosco il volto di Dio nell’altro che mi sta accanto. Se poi la fede è condivisa l’amicizia diventa un legame nel quale la presenza del Signore diventa concreta lungo un percorso comune. Nel rapporto con gli altri, sono in grado di superare la logica utilitaristica? So cogliere in chi mi sta accanto la presenza di Dio?
L’esempio concreto, una risposta all’atteggiamento egoistico dei nostri tempi è l’Azione cattolica: un’associazione, un luogo di crescita personale, uno spazio in cui ognuno realizza e completa se stesso nell’incontro con l’altro.                                                           
«Che cosa è l'Azione Cattolica?
Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici: è questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana, con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai sovrastrutture organizzative, ma veramente essendo sempre più un cuor solo e un'anima sola, cercano di servire la Chiesa.
E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l'AC non poi perché ci interessa di fare grande l'AC; noi serviamo l'AC perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli.»
 Vittorio Bachelet
L’Azione cattolica è un’associazione di laici, uomini e donne di ogni età, che vivono seguendo l’insegnamento di Cristo, vivendo una piena appartenenza   Ecclesiale e il cui impegno si alimenta nell’ascolto della Parola di Dio, nell’Eucarestia, nella preghiera personale e nella vita comunitaria.

L'appartenenza all'Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l'animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana." (STATUTO dell'AC)

“Perché devo fare una tessera per andare in parrocchia? A cosa serve aderire?” non serve certo una tessera per essere buoni cristiani e “serve” a poco se la confrontiamo con i vantaggi delle tessere dei supermercati, dei benzinai o altre che riempiono i nostri portafogli. Adesione e tessera non sono sinonimi. La seconda è solo un segno che ci aiuta a ricordare una scelta di impegno personale. Aderire all’Ac significa voler contribuire alla costruzione di un progetto mettendoci del proprio, condividendo con molte altre persone gli obbiettivi, lo stile e il metodo per stare nella Chiesa “da laici” e raccontare la bellezza di Gesù, oggi, in questo nostro tempo e nei luoghi in cui viviamo. L’Ac infatti non ha altre finalità se non quelle che sono della Chiesa tutta. L’adesione non è solo un gesto formale, ma è una questione di cuore e di testa! Aderire comporta una fatica, è un “SI” che diventa ogni giorno piu consapevole, e per questo richiede un impegno che va rinnovato quotidianamente attraverso una partecipazione piena e viva nelle attività di tutta la Chiesa all’interno delle nostre situazioni quotidiane.  Aderire è anche un fatto di responsabilità e ci chiama in prima persona, perché ci chiede anche un piccolo contributo economico, che permette all’Ac di sostenersi attraverso il contributi di tutti.  I vantaggi di aderire all’Ac non sono premi ottenuti con una raccolta punti che mettiamo sulle nostre mensole, piuttosto altri, certamente meno visibili, ma di maggior valore: capacità di fare comunità, educazione alla democrazia, impegno personale, senso di appartenenza, sono solo alcuni dei “premi”! e vi sono anche segni concreti per chi aderisce, come ricevere la stampa associativa, che accompagna la formazione personale.
Aderire all'AC significa scegliere di vivere da laici la propria chiamata alla santità, partecipando attivamente alla vita dell'associazione quale piena esperienza di Chiesa.L’adesione è la scelta personale di impegnarsi con il prorpio “SI” a costruire la Chiesa attraverso l’Ac e la condivisione dei suoi obbiettivi.

Diventiamo grandi insieme, diamo luce a questo mondo!

LA BELLA VITA -Incontro1


LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013
Prendiamo consapevolezza che la vita è bella se donata e condivisa con gli altri!

Gesù moltiplica i pani e i pesci
Dal Vangelo di Luca 9,10-17
10 Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata Betsàida. 11 Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. 12 Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». 13 Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». 14 C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». 15 Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.16 Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17 Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

Il dare permette di mangiare così come il donare permette di vivere. Nell’esortazione di Gesù a dare noi stessi da mangiare, l’imperativo “date” non implica solo un donare una parte di noi, del nostro tempo, ma ci invita a qualcosa di ben più profondo: creare relazioni autentiche, appassionarci e prenderci cura dell’altro.

La bella vita (Jovanotti, in Ora, 2011)
Con questo brano Jovanotti esalta la bellezza della vita. La vita è fatta da tante esperienze che si intrecciano, che ritornano e che ci segnano.  Anche il testo, con il francese lingua madre dei paesi africani, spinge il ritmo della canzone a farci sentire “vivi” e vicini a chi si gode la vita anche se apparentemente ha poco da godersi.

Mon ami, je ne parle bien français 
Je salut Amadou & Maria 
Je suis content de jouer ensemble cette chançon (c'est la joie) pour la vie de tout le monde. 
La bella vita con l'esperienza che segna il volto 
Le mani libere in tasca il giusto e nel cuore molto 
La bella vita senza il delirio di onnipotenza 
Con la passione che rende amica la sofferenza 
La bella vita che dura un'ora tra due infiniti 
Ti vorrò bene per sempre e sempre sono minuti 
Tre Quattro 
ooh la belle vie,l'Afrique c'est chic 
ooh la belle vie 
Ho nel cuore un desiderio 
che mi porta molto lontano 
Una storia senza fine 
che lontano arriverà 
Più feroce di una leonessa 
più veloce di una gazzella 
Più leggera di una farfalla 
La bella vita. 
La bella vita con una stella lassù che brilla 
E una farfalla che si è posata sulla tua spalla 
La dipendenza dall'esistenza 
La leggerezza della coscienza 
Quando ti dice che il tempo andato non tornerà 
mai più 
ooh la belle vie,l'Afrique c'est chic 
ooh la bella vita,l'Afrique c'est chic 
La bella vita dopo che hai perso qualsiasi appiglio(Africa) 
Con il sudore come un diamante sul sopracciglio(Africa) 
La bella vita quella che auguro ai miei amici 
A chi si perde tra mille incroci 
A chi la augura pure a me 
ooh quelle jolie fille,l'Afrique c'est chic 
ooh quelle belle dame,l'Afrique c'est chic 
ooh la bella vita,l'Afrique c'est chic 
ooh la belle vie 
(on chante toutes les chançons que nous viennent par la tete, 
on danse, on saute, on bouge dans tout les sens 
on parle, on rigole, chez nous c'est la fete, 
l'Africa c'est chic) 
La bella vita, la bella vita 
La bella vita con il sorriso a 36 denti 
E un po' di musica che lubrifica i legamenti(Africa) 
Con un amore abbastanza grande 
da far pensare che l'universo 
L'han fatto apposta perchè voi due vi incontraste La bella vita abbastanza bella da essere vita(Africa) 
La bella vita abbastanza vita da essere bella(Africa) 
La bella vita con i bambini che vanno a scuola 
E la fiducia che si accontenta di una parola 
La bella vita senza confini senza confini 
Come i bambini come i bambini come i bambini 
la bella vita,l'Afrique c'est chic 
ooh la bella vita,l'Afrique c'est chic 



La felicità è autentica solo se condivisa. –Into the Wild