il blog dedicato agli incontri ai sorrisi e alle news dei giovanISSIMI di San Melchiade!
giovedì 27 dicembre 2012
LA BELLA VITA -Incontro 5
LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013
Impariamo a perDONARE
Abbiamo capito che ci
sono molte difficoltà nelle nostre relazioni e spesso siamo proprio noi a
comportarci male e a danneggiar un po’ i nostri rapporti, come abbiamo fatto
con il foglio d’alluminio. Solo facendo molta attenzione il foglio non sarà
strappato, e anche avendo tanta cura, non tornerà alla forma originale. nelle
relazioni, si rischia talvolta di voler a tutti i costi un rapporto “perfetto”
con l’altro in cui non c’è spazio per i limiti e le difficoltà oppure si creano
dei “pre-giudizi” che non permettono l’accoglienza e la scoperta della bellezza
e dei doni dell’altro.
Le difficoltà e gli
atteggiamenti negativi possono lasciare un segno nelle nostre relazioni. La
nostra capacità d’amare però, non si ferma con il peccato: in ogni relazione esistono dei problemi, ma questi possono essere
vissuti e superati. Una relazione matura non è una relazione senza
difficoltà, ma è frutto di un cammino reciproco di accoglienza e di perdono…
Il foglio di carta
“spiegazzato”, non perfettamente liscio simboleggia proprio il fatto che non ci
sono relazioni perfette, ma relazioni
vere!
Noi possiamo migliorare
e correggere i nostri atteggiamenti che “accartocciano” le relazioni:
accorgerci di aver sbagliato è il primo passo. Sentirsi in colpa è negativo se
porta chiuderci in noi stessi e a ripeterci: ho sbagliato, sono uno stupido,
non sono all’altezza, sono limitato… Ma può diventare positivo quando la nostra
inadeguatezza e i nostri limiti vengono letti in relazione a Dio e al Suo
amore, quando è il primo passo per la conversione che ci porta al perdono!
Questo è possibile
attraverso la preghiera!
Anche
con l’aiuto di una guida spirituale e della Confessione possiamo comprendere
meglio il significato vero del perdono, che è accogliere gli altri e sé stessi
con amore e gioia! Infatti ci aiutano a
formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a
lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito. Ricevendo
il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi
come lui.
Allora diamo valore al perdono imparando ad amare
noi stessi e chi ci sta intorno come Gesù ci ha amati e ci ama sempre, e per
sempre!
Sempre e per sempre (F. De Gregori, 2001)
La
canzone racconta la storia di un Padre che, nonostante il tempo, le fatiche, i
cambiamenti, c’è sempre e per sempre… basta cercarlo! Questo Padre rappresenta
il Padre misericordioso della parabola che, nonostante venga abbandonato dal
figlio, continua ad aspettarlo pronto ad accoglierlo.
Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu ricordati, dovunque sei, se mi cercherai:
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai!
Ho visto
gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora, e tendere la mano a mani vuote. E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade, o con diverse scarpe
su una strada sola.
Tu non credere se
qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai.
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano, lasciano
il tempo che trovano.
E il vero amore può nascondersi,
confondersi, ma
non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e
per sempre
dalla stessa parte mi troverai!
Oggi si conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna. - O.Wilde
LA BELLA VITA -Incontro 4
LA BELLA VITA -Giovanissimi 2012/2013
La gioia del perDONO
IL PADRE MISERICORDIOSO - Luca 15,11-32
11 Disse
ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al
padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise
tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più
giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue
sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in
quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora
andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò
nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con
le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora
rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane
in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da
mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;19 non
sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi
garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era
ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al
collo e lo baciò. 21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato
contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo
figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il
vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai
piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e
facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è
tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 25 Il
figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì
la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che
cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: È tornato tuo
fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto
sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il
padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre:
Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu
non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.30 Ma
ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è
tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 31 Gli rispose
il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma
bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è
tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Gesù manifesta
l’autentico volto di Dio, Padre misericordioso, e rivela il suo atteggiamento
verso i peccatori: li ama da sempre e per sempre. Il figlio della parabola ha
il coraggio, l’umiltà e la fiducia di riconoscere che il proprio cammino è
sbagliato e di ritornare dal padre per confessare la propria colpa.
E noi, sappiamo
riconoscere i nostri errori? Sappiamo prenderci le nostre responsabilità? Siamo
in grado di chiedere scusa? Siamo capaci di perdonare gli altri, e soprattutto
noi stessi?
Tutti
commettiamo degli errori: accettare i propri limiti e perdonarsi è il primo
passo per comprendere il vero significato del dono e del per-dono.
Il nodo di questo
laccio rappresenta una relazione bloccata da una difficoltà: durante la
settimana sforziamoci di riconciliare questa situazione, affidandola nella
preghiera e creando noi stessi un momento di incontro con l’altro.
Una poesia anche per te -Elisa
Perdona
e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà.
Questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve.
Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte
una piccola poesia
per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà.
Questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve.
Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte
una piccola poesia
È
un brano in cui si raccontano quante cose belle ci circondano e ci invita a
rialzarci e invita a perdonare per poter accogliere i doni che abbiamo e ci
vengono fatti.
Il
perdono libera l’anima e cancella la paura.
- Invictus
LA BELLA VITA -Incontro 3
LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013
News Giovanissimi
L’esperienza del donarsi può
essere fatta in tutti gli ambienti di vita e nei luoghi che frequentiamo.
Abbiamo sempre l’opportunità di farci dono per la comunità alla quale
apparteniamo, da quella familiare a quella parrocchiale, scolastica o
cittadina. Un punto di partenza per crescere nel donarsi all’altro si esprime
attraverso la volontà di informarsi su ciò che accade intorno a noi. Allora
ecco qualche notizia che può farci riflettere.
La scuola in protesta
12
ottobre 14 novembre 17 novembre 24 novembre queste date vi suonano familiari? Sono
le date delle mobilitazioni studentesche che sono state organizzate fino ad
oggi. Occupazioni proteste autogestioni, vandalismo … Fermiamoci un attimo a
capire cosa sta succedendo e perché.
Non farà notizia,
ma, solo per fare qualche esempio, fra ottobre e novembre, studenti nelle
scuole di tutta Italia si sono impegnati per realizzare degli incontri
sull’inclusione sociale, feste multietniche in cui incontrare culture
diverse dalla nostra. Sono stato coinvolti migliaia di studenti. Un fatto
concreto, un contributo reale alla vita della scuola e della società. Sarebbe
bello se, a volte, si raccontassero anche queste storie, ovvero le vite e le
esperienze di chi nella scuola ci vuole scommettere, nonostante tutte le
difficoltà, di chi crede che studiare sia la professione degli anni
dell'adolescenza, di chi crede alla scuola come luogo di formazione e crescita
personale, di chi crede in una scuola che possa davvero insegnarci qualcosa, di
chi crede ancora che l'impegno alla fine venga sempre premiato. Ma purtroppo,
lo sappiamo, queste storie non fanno notizia! http://msac.azionecattolica.it
Portiamo anche l’esempio di una scuola di Roma: il liceo Lucrezio
Caro, la quale protesta è sbarcata anche al Festival del Film di Roma con un
flash-mob un mini-corteo fino alla cavea dell'Auditorium. Inoltre il liceo ha
deciso di attuare una cogestione: una stretta collaborazione di studenti e
professori insieme. Un esempio concreto di una scuola “diversa”, alternativa,
aperta e nuova. Una scuola dove non contano i voti ma la passione e
l’interesse. Una settimana breve ma davvero costruttiva. Certo, finito
l’entusiasmo dei 5 giorni rimangono sempre quei 4 ingenui che pensano solo a
perdere giorni di scuola e si divertono reagendo con atti di vandalismo verso
una scuola che vuole crescere e far crescere, ma sicuramente non inquineranno
gli obiettivi di libertà e partecipazione raggiunti dal liceo Lucrezio Caro in
quei “suoi” 5 giorni.
Andrea, 15 anni. Ucciso dall’ignoranza.
Il
messaggio del capo dello Stato. Sul social network decine di messaggi per
ricordare il giovane che "amava vestirsi in modo eccentrico". I suoi
coetanei lo salutano con affetto e aprono una battaglia a ogni forma di
intolleranza
"Diamo un calcio all'omofobia". La
commozione e solidarietà corrono in Rete all'ashtag #ioportoipantalonirosa in seguito al suicidio del quindicenne che martedì
sera si è
impiccato nella sua
abitazione a Roma. Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha espresso
preoccupazione "per il persistere di intollerabili atteggiamenti omofobi
che ledono i diritti e la dignità della persona e ai quali bisogna opporre un
fermo rifiuto" in un messaggio inviato dal segretario generale, Donato
Marra, al congresso di Arcigay.
Una testimonianza che ad aggiungersi alle
decine di post pubblicati su Twitter dai coetanei di Andrea. C'è chi lo
ricorda, chi lo saluta. Ma quasi tutti parlano di "rispetto delle
diversità" e aprono una battaglia contro ogni forma di intolleranza.
Perché, spiegano, pregiudizi di questo tipo sono "una forma di
ignoranza".
Il ragazzo morto a Roma, amava indossare vestiti
eccentrici e mettere smalto sulle unghie. Secondo le prime ricostruzioni, lo
studente del liceo scientifico Cavour, era stato oggetto di alcuni commenti
di suoi coetanei su Facebook. E si è subito parlato di
attacchi nei suoi confronti, in quanto 'diverso', forse gay.
Ora i coetanei dello studente, che 'amava
indossare pantaloni rosa', pubblicano decine di commenti per ricordarlo.
Spiegano quanto sia importante combattere ogni forma di pregiudizio. "Non
è la nostra omofobia a uccidere, ma il nostro problema con la diversità",
scrive, poco dopo le 11 del mattino una ragazza che si firma Milia.
Frankie spiega che non è possibile "morire per colpa dell'omofobia".
Gli fra eco Chiara che propone di "dare un calcio all'omofobia".
FrancescaT aggiunge in inglese di "amare il colore rosa". Mentre
Mother F. aggiunge: "e poi mi dicono che sono troppo fissata con
l'omofobia". Poche parole per Giulia T.. Spiega A. "è stato ucciso dall'ignoranza". http://roma.repubblica.it
Realtà di quartiere
La nostra parrocchia offre da mangiare ormai a 50
famiglie bisognose del nostro quartiere. Ma le scorte di cibo non sono
infinite, anzi stanno proprio per terminare: aiutiamo la nostra comunità con
questo gesto concreto di carità. Diamo noi stessi da mangiare! Per un
avvento di carità.
Mio fratello
che guardi il mondo I. Fossati
Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda più
se c'è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c'è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà .
Sono nato e ho lavorato in ogni paese
e ho difeso con fatica la mia dignità
sono nato e sono morto in ogni paese
e ho camminato in ogni strada del mondo
che vedi.
Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda più
se c'è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c'è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà .
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda più
se c'è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c'è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà .
Sono nato e ho lavorato in ogni paese
e ho difeso con fatica la mia dignità
sono nato e sono morto in ogni paese
e ho camminato in ogni strada del mondo
che vedi.
Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda più
se c'è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c'è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà .
Ivano Fossati esprime in questo testo tutto il suo sentimento di compassione per chi, uomo come noi, è costretto a essere emarginato, emigrante e umiliato solo perché ha cultura, tradizioni e lingua diversa dalla nostra. Però resta sempre la speranza che prima o poi la strada della uguaglianza accomunerà tutti.
Quello
che tu dai è tuo per la vita; e quello che non dai è perduto per sempre!
LA BELLA VITA -Incontro 2
LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013
AZIONE
CATTOLICA: l’esperienza del “NOI”
In questi tempi si
preferisce mettere “io” al primo posto. Ma è solo con l’incontro con il “tu” e
con il “noi” che l’”io” diventa se stesso. Come giovanissimi e studenti del
nostro tempo, e come cristiani in particolare, dobbiamo imparare a conoscere e
a voler bene agli altri sia per le loro qualità che per i loro limiti , ma
ancor di più il confronto con gli altri ci aiuta a riscoprire noi stessi. A
maggior ragione ciò accade se guardo le relazioni con l’occhio della fede.
Allora infatti riconosco il volto di Dio nell’altro che mi sta accanto. Se poi
la fede è condivisa l’amicizia diventa un legame nel quale la presenza del
Signore diventa concreta lungo un percorso comune. Nel rapporto con gli altri,
sono in grado di superare la logica utilitaristica? So cogliere in chi mi sta
accanto la presenza di Dio?
L’esempio concreto,
una risposta all’atteggiamento egoistico dei nostri tempi è l’Azione cattolica:
un’associazione, un luogo di crescita personale, uno spazio in cui ognuno
realizza e completa se stesso nell’incontro con l’altro.
«Che cosa è l'Azione Cattolica?
Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici: è questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana, con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai sovrastrutture organizzative, ma veramente essendo sempre più un cuor solo e un'anima sola, cercano di servire la Chiesa.
E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l'AC non poi perché ci interessa di fare grande l'AC; noi serviamo l'AC perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli.»
Vittorio Bachelet
Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici: è questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana, con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai sovrastrutture organizzative, ma veramente essendo sempre più un cuor solo e un'anima sola, cercano di servire la Chiesa.
E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l'AC non poi perché ci interessa di fare grande l'AC; noi serviamo l'AC perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli.»
Vittorio Bachelet
L’Azione cattolica è un’associazione di laici, uomini e donne di ogni
età, che vivono seguendo l’insegnamento di Cristo, vivendo una piena appartenenza Ecclesiale e il cui impegno si alimenta nell’ascolto della Parola
di Dio, nell’Eucarestia, nella preghiera personale e nella vita comunitaria.
L'appartenenza all'Azione
Cattolica Italiana costituisce una scelta da
parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità,
viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione propone
per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale,
l'animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al
cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana."
(STATUTO dell'AC)
“Perché devo fare una tessera per andare in parrocchia? A cosa
serve aderire?” non serve certo una tessera per essere buoni cristiani e
“serve” a poco se la confrontiamo con i vantaggi delle tessere dei
supermercati, dei benzinai o altre che riempiono i nostri portafogli. Adesione
e tessera non sono sinonimi. La seconda è solo un segno che ci aiuta a
ricordare una scelta di impegno personale. Aderire all’Ac significa voler
contribuire alla costruzione di un progetto mettendoci del proprio,
condividendo con molte altre persone gli obbiettivi, lo stile e il metodo per
stare nella Chiesa “da laici” e raccontare la bellezza di Gesù, oggi, in questo
nostro tempo e nei luoghi in cui viviamo. L’Ac infatti non ha altre finalità se
non quelle che sono della Chiesa tutta. L’adesione non è solo un gesto formale,
ma è una questione di cuore e di testa! Aderire comporta una fatica, è un “SI”
che diventa ogni giorno piu consapevole, e per questo richiede un impegno che
va rinnovato quotidianamente attraverso una partecipazione piena e viva nelle
attività di tutta la Chiesa all’interno delle nostre situazioni
quotidiane. Aderire è anche un fatto di
responsabilità e ci chiama in prima persona, perché ci chiede anche un piccolo
contributo economico, che permette all’Ac di sostenersi attraverso il
contributi di tutti. I vantaggi di
aderire all’Ac non sono premi ottenuti con una raccolta punti che mettiamo
sulle nostre mensole, piuttosto altri, certamente meno visibili, ma di maggior
valore: capacità di fare comunità, educazione alla democrazia, impegno
personale, senso di appartenenza, sono solo alcuni dei “premi”! e vi sono anche
segni concreti per chi aderisce, come ricevere la stampa associativa, che
accompagna la formazione personale.
Aderire all'AC significa scegliere di vivere da laici la propria
chiamata alla santità, partecipando attivamente alla vita dell'associazione
quale piena esperienza di Chiesa.L’adesione è la scelta personale di impegnarsi
con il prorpio “SI” a costruire la Chiesa attraverso l’Ac e la condivisione dei
suoi obbiettivi.
Diventiamo grandi insieme, diamo luce a questo mondo!
LA BELLA VITA -Incontro1
LA BELLA VITA –Giovanissimi 2012/2013
Prendiamo consapevolezza che la vita
è bella se donata e condivisa con gli altri!
Gesù moltiplica i pani e i
pesci
Dal Vangelo di Luca 9,10-17
10 Al
loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto.
Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata Betsàida. 11 Ma le folle lo
seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio
e a guarire quanti avevan bisogno di cure. 12 Il
giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda
la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e
trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». 13 Gesù disse
loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che
cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta
questa gente». 14 C'erano
infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per
gruppi di cinquanta». 15 Così
fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.16 Allora
egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li
benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla
folla. 17 Tutti
mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici
ceste.
Il dare permette di mangiare
così come il donare permette di vivere. Nell’esortazione di Gesù a dare noi
stessi da mangiare, l’imperativo “date” non implica solo un donare una parte di
noi, del nostro tempo, ma ci invita a qualcosa di ben più profondo: creare
relazioni autentiche, appassionarci e prenderci cura dell’altro.
La bella vita (Jovanotti,
in Ora, 2011)
Con questo
brano Jovanotti esalta la bellezza della vita. La vita è fatta da tante
esperienze che si intrecciano, che ritornano e che ci segnano. Anche il testo, con il francese lingua madre
dei paesi africani, spinge il ritmo della canzone a farci sentire “vivi” e
vicini a chi si gode la vita anche se apparentemente ha poco da godersi.
Mon ami, je ne parle bien français
Je salut Amadou & Maria
Je suis content de jouer ensemble cette chançon (c'est la joie) pour la vie de
tout le monde.
La bella vita con l'esperienza che segna il volto
Le mani libere in tasca il giusto e nel cuore molto
La bella vita senza il delirio di onnipotenza
Con la passione che rende amica la sofferenza
La bella vita che dura un'ora tra due infiniti
Ti vorrò bene per sempre e sempre sono minuti
Tre Quattro
ooh la belle vie,l'Afrique c'est chic
ooh la belle vie
Ho nel cuore un desiderio
che mi porta molto lontano
Una storia senza fine
che lontano arriverà
Più feroce di una leonessa
più veloce di una gazzella
Più leggera di una farfalla
La bella vita.
La bella vita con una stella lassù che brilla
E una farfalla che si è posata sulla tua spalla
La dipendenza dall'esistenza
La leggerezza della coscienza
Quando ti dice che il tempo andato non tornerà
mai più
ooh la belle vie,l'Afrique c'est chic
ooh la bella vita,l'Afrique c'est chic
La bella vita dopo che hai perso qualsiasi appiglio(Africa)
Con il sudore come un diamante sul sopracciglio(Africa)
La bella vita quella che auguro ai miei amici
A chi si perde tra mille incroci
A chi la augura pure a me
ooh quelle jolie fille,l'Afrique c'est chic
ooh quelle belle dame,l'Afrique c'est chic
ooh la bella vita,l'Afrique c'est chic
ooh la belle vie
(on chante toutes les chançons que nous viennent par la tete,
on danse, on saute, on bouge dans tout les sens
on parle, on rigole, chez nous c'est la fete,
l'Africa c'est chic)
La bella vita, la bella vita
La bella vita con il sorriso a 36 denti
E un po' di musica che lubrifica i legamenti(Africa)
Con un amore abbastanza grande
da far pensare che l'universo
L'han fatto apposta perchè voi due vi incontraste La bella vita abbastanza
bella da essere vita(Africa)
La bella vita abbastanza vita da essere bella(Africa)
La bella vita con i bambini che vanno a scuola
E la fiducia che si accontenta di una parola
La bella vita senza confini senza confini
Come i bambini come i bambini come i bambini
la bella vita,l'Afrique c'est chic
ooh la bella vita,l'Afrique c'est chic
La felicità è autentica solo se condivisa.
–Into the Wild
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