lunedì 18 febbraio 2013

LA BELLA VITA - Incontro 7


Relazioni: esperienza di (per)dono!

Luca 7,36-50
 Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.  Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;  e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
 A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».  Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure».  «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta.  Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».  E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.  Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.  Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.  Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».  Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?».  Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!».

Il racconto mostra l’attenzione particolare di Gesù nei confronti della “peccatrice”. Lei è l’unica persona libera, capace di rispondere con amore all’amore di Gesù. I suoi sono gesti che esprimono la sua piena conversione, un’autentica umiltà.  Sono gesti scandalosi, eppure il vero scandalo è il fatto che Gesù li approvi. Allora prende la parola, chiama per nome il fariseo, gli fa capire che conosce i suoi pensieri e racconta una parabola. Alla grandezza della colpa corrisponde la grandezza del perdono.  Gesù rompe il cerchio che isola la peccatrice e fa conoscere Dio come colui che perdona anche l’errore più grande. Così la donna ha sperimentato l’amore gratuito di Dio e, in questa novità del perdono, ha ricevuto la capacità di amare in modo nuovo.
Come la vita della peccatrice, anche la nostra può essere arricchita attraverso la scoperta di rapporti basati su un amore fatto di gratuità, libertà e fiducia. Certo non è sempre facile, eppure è proprio attraverso grandi e piccoli gesti concreti di attenzione, condivisione sincera e sostegno che si arriva a creare un legame vero e profondo con l’altro. Dobbiamo saper riconoscere gli altri come dono e a nostra volta donarci a loro!


Custodiamo l’unicità di ciascuno nel rispetto dei tempi, dei desideri, degli sbagli e delle sensibilità di ognuno: solo così possiamo davvero riconoscerci gli uni negli altri come dono e non come qualcosa da possedere.

Nei rapporti di amicizia e di affetto sappiamo dare e darci la libertà necessaria per crescere? Riusciamo a donare la nostra fiducia? A chiedere scusa? A perdonare? Fino a che punto siamo disposti a donarci per i nostri amici?

Riflettiamo su quei rapporti in cui ci siamo sentiti imprigionati e che non ci hanno permesso di crescere, ma anche sulle relazioni in cui abbiamo fatto esperienze positive, caratterizzate dal rispetto, dalla libertà, dalla fiducia e dal perdono!


Xdono –Tiziano Ferro
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... perché so come sono infatti chiedo... 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... PERDONO 
Con questa gioia che mi stringe il cuore 
A quattro cinque giorni da Natale 
Un misto tra incanto e dolore 
Ripenso a quando ho fatto io del male 
E di persone ce ne sono tante 
Buoni pretesti sempre troppo pochi 
Tra desideri, labirinti e fuochi 
Comincio un nuovo anno io chiedendoti.. 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... perché so come sono infatti chiedo... 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... PERDONO 
Dire che sto bene con te è poco 
Dire che sto male con te.. è un gioco! 
Un misto tra tregua e rivoluzione 
Credo sia una buona occasione 
Con questa magia di Natale 
Per ricordarti quanto sei speciale 
Tra le contraddizioni e i tuoi difetti 
Io cerco ancora di volerti 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... perché so come sono infatti chiedo... 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... PERDONO 
Qui l'inverno non ha paura... io senza di te un po' ne ho 
Qui la rabbia è senza misura... io senza di te.. non lo so 
E la notte balla da sola... senza di te non ballerò 
Capitano abbatti le mura... che da solo non ce la farò 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... perché so come sono infatti chiedo... 
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo 
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una 
Rosa... su questa amicizia nuova pace si 
Posa... PERDONO


L’amicizia è come la sabbia: se stringi forte scivola via, se si tiene la mano troppo aperta, il vento la porta lontano.


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